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            vita- quando con entusiasmo lavorò alle ricerche sperimentali sui pioni utilizzando il
            nuovo sincrociclotrone di Chicago da 450 Me V, ed aprì la nuova analisi delle risonanze
            barioniche. Egli tenne in questa analisi un atteggiamento strettamente fenomenologico,
            pur sapendo delle previsioni teoriche di una possibile risonanza 3-3.
               Da quegli anni Jacob e Maiani ci portano alla nascita della quanto cromo dinamica,
            alla dinamica chirale, allo Standard Model ed alle possibili estrapolazioni da esso.
               È una sintesi impressionante, che allarga la nostra visione del mondo, ed insieme
            ci dimostra quanto cammino ha ancora la fisica davanti a sé. Nella parte finale essi
            ci ricordano che è aperta la caccia all'Higgs, e dicono: "1'Higgs è attivamente cercato
            con gli acceleratori in funzione ed in preparazione. Sino ad ora non si è raggiunto un
            segnale sicuro dell'esistenza del bosone Higgs con l'acceleratore LEP, e forse la sua massa
            è maggiore di 113 MeV" .
               Forse ci è lecito osservare, pur con tanti traguardi raggiunti, che oggi siamo consapevoli
            che esistono nell'universo e nella nostra mente fatti, teorie e fenomeni che non sappiamo
            concepire e neppure sappiamo di non sapere. Un futuro appena iniziato.

            7. - Alcuni commenti finali

               L'intensa vita di Enrico Fermi è contenuta nelle tre biografie iniziali [6]. Ci permet-
            tiamo di aggiungere qui alcuni commenti e ricordi.

               71. Quanto sappiamo. - La lettura di queste quattordici note, scritte in buona parte
            da chi Fermi l'ha direttamente conosciuto ed ha beneficiato del suo consiglio, ci mostra
            l'ampiezza dei suoi pensieri. Egli ed i suoi compagni di avventura ci hanno indicato ciò
            che l'uomo può capire e forse potrà fare in futuro: un potere destinato ad ingigantire la
            sua presenza sul pianeta. Non ci dice quello che può discendere da tutto questo. Anzi in
            questo fu Fermi cautissimo, pur consapevole del bene e del male contenuto nel destino
            umano.
               Permettetemi di sottolineare oggi la potenza degli umani nel capire, nell'aiutare, ed
            anche nel nuocere. Il progresso è stato continuo in questi millenni passati, dall'uso degli
            utensili, al linguaggio, all'arte negli ultimi trenta o quarantamila anni, all'invenzione
            della scrittura seimila anni or sono, e poi alla geometria, alla stampa, agli strumenti
            ottici, all'elettricità, alle conoscenze nucleari. È un processo immenso, concretato da
            alcuni uomini dotati come lui di qualità straordinarie. Ma accanto a loro, ed altrettanto
            necessari, vedi gli allievi e le generazioni seguenti che li capiscono, li prendono ad esempio,
            colgono e diffondono le intuizioni e le scoperte. La gioia del nuovo, la gioia di capire.
               Insomma, ripensando questa corsa nel tempo, non posso non restare attonito ed
            ammirato dal nostro cammino in questi secoli. Dove saremo tra tremila anni? Quante
            cose sapremo che non solo risolveranno i nostri problemi di oggi, che è forse il punto
            minore del nostro pregresso, ma che oggi neppure sappiamo di non sapere?

               7·2. Una meditazione, con Enrico Fermi, sulle nostre responsabilità future. - Ma qui,
            su quest'onda della speranza, dobbiamo rallentare, fermarci, meditare. Potranno gli
            uomini arrivare a controllare le nuove conoscenze tecniche e scientifiche, dalla fisica alla
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